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Il fuoco dell'inquinamento

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Giovedì 18 dicembre a Remanzacco è stato presentato il piano di azione comunale per il contenimento dell'inquinamento atmosferico, che è ormai riconosciuto come il "big killer", una delle principali cause di malattie non solo respiratorie e tumorali, ma anche cardiovascolari. In questo incontro con la popolazione abbiamo portato i risultati dei nostri studi, ormai venticinquennali, sul ruolo dell'inquinamento nelle patologie respiratorie e allergiche dei bambini, sui sistemi per contenerlo e per puntare su minor produzione di inquinanti (fonti alternative non fossili di riscaldamento e di locomozione, mobilità sostenibile, utilizzo di mezzi pubblici, ...). Abbiamo inoltre illustrato i risultati dei nostri studi, quelli dei progetti HESE ed HESEINT dell'Unione Europea e CCM del Ministero della Salute, in cui è stato incluso anche Remanzacco.
Al termine delle relazioni c'è stato un fitto dibattito, che ha evidenziato la notevole presa di coscienza da parte della popolazione e i giustificati timori nei riguardi dell'inquinamento, soprattutto alla base delle proiezioni dell'ARPA, che prevedono per i prossimi giorni parecchi sforamenti delle polveri sottili, già elevate in questi giorni.
Sarebbe utile che questi PAC (Piani di azione comunale) fossero adottati da tutti i comuni, altrimenti - come evidenziato da diversi studi medici già da anni – non riescono a modificare le concentrazioni degli inquinanti, soprattutto se adottati da piccoli comuni.
Il problema si porrà soprattutto nei giorni dell'Epifania, quando gli sforamenti raggiungeranno quote elevatissime, anche di 4 volte il massimo consentito dalla legge, per altro già molto elevato e che dovrebbe dimezzarsi a partire dal 2018 - come abbiamo evidenziato negli scorsi anni - a causa dei fuochi considerati tradizionali.
Questo tipo di attività rientra fra quelle in cui interviene la cultura della popolazione, più che le decisioni prese dall'alto.
Si tratterebbe perlomeno di limitare questi fuochi, che tra l'altro non hanno neanche una vera giustificazione storico - culturale, perlomeno nel modo in cui vengono allestiti ora: un tempo infatti tali fuochi erano di dimensioni molto limitate, ed erano composti principalmente da paglia, stoppie ed erba secca, poiché la gente non poteva permettersi di sprecare risorse bruciando legna o altri combustibili.

remanzacco PAC 2014 2