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Inquinamento, allarme inascoltato!

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Come potete leggere in questo articolo, l'Oms ha diffuso i dati di quello che è considerato il più dettagliato studio finora mai condotto sull'inquinamento atmosferico, e i risultati confermano ciò che noi abbiamo sempre sostenuto e che avevamo ragione a preoccuparci: il 92% della popolazione mondiale respira aria troppo inquinata e i morti che ne conseguono sono addirittura milioni. Personalmente, mi fa impressione che questi dati terribili non sembrino interessare la popolazione, salvo quando qualcuno in famiglia ha problemi respiratori, cardio-circolatori o tumorali. Soprattutto i bambini a causa del loro elevato metabolismo, sono colpiti dal "big killer" come la prestigiosa rivista medica "The Lancet" ha chiamato l'inquinamento. Spiace constatare che nessun amministratore prenda delle misure per limitare l'inquinamento e anche per le feste natalizie si sia deciso di aprire i centri delle città a tutti. A parte il fatto che vorrei sapere chi è stimolato ad andare a camminare e a fare acquisti in una camera a gas, come possiamo accettare di colpire continuamente i nostri bambini? Ho provato in più sedi a segnalare il problema, basta andare sul sito dell'Associazione Alpi per consultare i nostri studi, ma mi vengono opposte delle argomentazioni tipo "cosi la città muore", "i commercianti insorgono", "la gente deve essere rilassata e non bisogna allarmarla". In questi giorni sono stato in bici a Lubiana, che è stata nominata " Città verde europea 2016", superando le mitiche città scandinave Stoccolma, Oslo, Copenaghen, Helsinki, Goeteborg e Tampere. In pochi anni la capitale slovena ha predisposto circa 200 km di piste ciclabili, chiusura del centro storico, autobus ecologici, stazioni di ricariche per auto elettriche, riciclo dei rifiuti, enormi spazi verdi, partendo tra l'altro da una situazione non buona, come gli altri stati ex comunisti che però sono rimasti al palo. Inevitabile il confronto con Udine, che potrebbe essere all'avanguardia in Europa soprattutto per la mobilità sostenibile e dove un solo km di pista ciclabile crea continue prese di posizione da parte di popolazione, commercianti, amministratori. Sono sempre più convinto che tutto dipenda dalla cultura generale della popolazione: ritornando alla Slovenia basta vedere il numero di giornali e libri letti e confrontarli con quello italiano.

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